Intervista
Sei psichiatra da molti anni, cosa ti ha portato a cercare un nesso tra la psicologia, giovane di due secoli circa, e la millenaria scienza dell’astrologia? Tra la psiche e gli astri?
Quello che mi ha fatto interessare all’astrologia è stata la convinzione che questa antica scienza, considerata una scienza sacra, dovesse avere molto da dire. Prima di tutto, si tratta di un sistema molto complesso di psicologia, anzi di psicologie: descrive tutti i tipi psicologici, introversi ed estroversi, i diversi tipi di pensiero, di sentimento ecc, e lo fa in dettaglio!
Inoltre, soprattutto l’astrologia vedica, che ancora si pratica in India, ci trasmette gli insegnamenti che spiegano come i pianeti influiscono sulla nostra energia e quindi sulla nostra psiche.
L’astrologia è la scienza che racconta cosa dicono i chakra, centri di energia sottile, vere e proprie “stelle interiori”, che si trovano fisicamente dentro di noi; essa ci racconta il logos degli astri e come queste energie ci parlano. A mio parere è la scienza più evoluta tra quelle che si occupano dell’energia nell’essere umano; si occupa della mente e delle sue forme e non si riferisce, come si potrebbe pensare, a qualcosa di lontano, bensí a qualcosa che è parte integrante del nostro stesso essere, alle “stelle” dentro di noi: in questa visione i pianeti equivalgono ai chakra.
Pensi che l’astrologia possa dare un valido contributo alla psicologia? In che modo? Cosa offre di più?
L’astrologia offre un collegamento con l’esperienza dello yoga: racconta come il Sole, cioè la Coscienza, circoli nel circuito interiore della colonna vertebrale astrale; spiega come il Sole, la luce, percorra lo zodiaco interiore, che potremmo definire come la “pista” della luce e come, nel percorso del Sole e delle altre stelle, la coscienza si trasformi. Lo zodiaco rappresenta questa discesa e riemersione ciclica del Sole lungo il cammino interiore.
Hai studiato sia l’astrologia Occidentale che quella vedica, quali differenze e vantaggi offrono i due diversi approcci?
Quella Occidentale è più psicologica e proiettiva, si intesse dei miti e della spiritualità occidentali, mostra più gli aspetti della personalità e dell’ego; quella vedica si riferisce maggiormente al karma e alla conoscenza orientale dello yoga e della trasformazione del corpo sottile e mostra più chiaramente a cosa assomigli la tua vita.
So che pratichi la meditazione quotidianamente e segui il sentiero del Kriya Yoga. In che modo è cambiato il tuo modo di lavorare da quando mediti e da quando ti occupi di astrologia?
La pratica costante della meditazione mi ha permesso di affinare la mia energia, di percepirla, purificarla e di approfondire l’ascolto interiore. La pratica del Kryia Yoga offre un cammino diretto verso la conoscenza interiore dell’energia e delle sue manifestazioni.
Il mio lavoro clinico quindi è cambiato in maniera proporzionale: oggi non riesco più ad ascoltare le parole di una persona solamente a livello intellettuale, psicologico o affettivo; ora ascolto anche la vibrazione sottile che, a vari livelli, quella persona vive e mi trasmette mentre racconta cose personali. Questo ascolto sottile fa una grande e differenza sia nel comprendere cosa realmente succede sia al fine di trasformare quello che si presenta.
Mi sembra di capire che hai sviluppato un nuovo metodo che tiene conto dell’aspetto spirituale del paziente e della sua evoluzione in quel senso, giusto?
Il metodo è antichissimo, ma solo con la coscienza del nuovo millennio è possibile comprendere come riferire all’interno e non come proiettare all’esterno questi insegnamenti. Un noto detto in psicologia dice che ciò che è inconscio e proiettato: oggi questa scienza interiore è meno “inconscia” e possiamo, quindi, intenderla nel suo senso più vero.
Questo metodo consiste nel trasformare le energie bloccate del passato, nella relazione terapeutica, quindi nel momento presente. Questo effetto di trasformazione, per rimanere stabile, deve essere trasmesso al paziente, che fa un vero e proprio lavoro con la mente e l’energia.
Quando parli di ‘psicologia spirituale”, cosa intendi?
Intendo una terapia che curi le cause “a monte” dei fenomeni mentali, che intervenga nella trasformazione della matrice e, inoltre, che renda il paziente cosciente e padrone di questi strumenti nell’ottica della sua evoluzione spirituale.
È il Sé superiore che cura, è la coscienza spirituale dell’uomo che gli consente di prendere coscienza delle “meccaniche mentali”, per usare un termine di Fiorella Rustici. Quindi la psicologia analitica di Jung, la psicosintesi di Assagioli, la psicologia transpersonale, in fondo, sono strade che conducono dallo psicologico allo spirituale. A mio parere, per completare questo loro percorso, queste scienze devono fare la via inversa: devono partire dalla loro matrice spirituale e divenire psicologiche.
Quali vantaggi per il “paziente”? Quali per il terapeuta? Cambia il rapporto paziente-terapeuta?
Il rapporto paziente terapeuta cambia piuttosto profondamente, poiché alla base di questo metodo vi è l’evoluzione del transfert e del contro-transfert, la concezione della relazione come “campo” che diviene il luogo della patologia, della terapia e del cambiamento.
Ad Ananda hai proposto due corsi: “Astrologia e psicologia”, e “Psicologia spirituale per operatori del settore”; vuoi dirci qualcosa di più su come sono organizzati e su come intendi trasmettere con questo metodo?
I due corsi sono connessi, costituiscono uno le premesse, l’altro le conseguenze dello stesso metodo. In “Astrologia e psicologia” si mostra come la pratica dello yoga, inteso come Raja Yoga, sia espressa nell’astrologia e come sia raccontata attraverso forme mentali in psicologia; chiarisce come astrologia e psicologia siano in realtà due facce della stessa materia. Nel corso “Psicologia spirituale per operatori del settore” si mostra come lavorare concretamente con questa materia a partire da quelle premesse.
Pensi che la tua proposta possa essere utile a diversi tipi di terapeuti?
Sì, penso che tutti i terapeuti delle varie scuole possano trarre giovamento da questa nuova impostazione energetica che nasce da una lunga esperienza clinica, esemplificata nei seminari. Soprattutto coloro che svolgono un’attività clinica ne possono trarre giovamento: ci si potrà confrontare su quadri clinici specifici e si vedrà come questo metodo sia più rapido ed efficace, proprio perché investe la sostanza stessa della trasformazione energetica.
So che, nei tuoi corsi, parlerai molto di energia, chakra ecc…È indispensabile avere delle conoscenze di base di Yoga e Astrologia per poter accedere ai tuoi corsi?Consigli qualche lettura preparatoria ai tuoi futuri studenti?
Non è indispensabile avere conoscenze teoriche sul campo, ma è importante avere un vivo interesse e una sensibilità personale verso il lavoro interiore, oltre a una certa apertura mentale che, spesso, chi ha troppe conoscenze, ha difficoltà a mantenere…
Se dovessi delineare un identikit dello psichiatra o dello psicologo del nuovo millennio, come lo vedresti?
Una persona normale e completa, non comune e informata, una persona cosciente più che intelligente e dotata di compassione più che di morale; una persona che abbia esperienza personale di ciò di cui parla e delle trasformazioni interiori, anche come esperienza clinica. In una parola una persona “religiosa”, nel senso antico che si dava alla parola terapeuta: “colui che onora gli dei”, e gli Dei sono le energie che ci “abitano” e costituiscono.
Ho saputo che hai un nome spirituale, Madhur, puoi dirci cosa significa?
Significa dolcezza divina, indica una qualità non violenta, femminile ma anche consapevole, credo sia uno dei nomi di Krishna, del Maestro. Penso che anche il Maestro Yogananda avesse questa qualità nella sua infaticabile opera di aiuto all’uomo moderno. Per me questo nome è un insegnamento e una disciplina.
Vorrei concludere offrendo questi seminarii al Maestro interiore ed eterno, che nella tradizione orientale o occidentale ci parla attraverso l’energia, la coscienza, i sogni, la psiche dell’uomo. Che i Maestri possano guidarci ed istruirci, che questo seminario possa contribuire al cammino interiore di chi vi prenderà parte, che possa rivolgersi ai tanti terapeuti che cercano di trasformare e arricchire il loro modo di operare.


